Le principali attrazioni raggiungibili dal nostro Hotel

Le Marche, un territorio da scoprire...

 

Abbiamo selezionato una lista di località consigliate dal nostro staff, luoghi magici e pieni di cultura assolutamente da non perdere.

 

citanò

 

Non ha bisogno di troppe presentazioni: una città piena di vita, di buon pesce, di mare e di sole.

Una particolarità del territorio della cittadina è la sua divisione in due zone ben distinte. Precisamente, questa località è divisa in Civitanova alta, la parte più antica della città, collocata su una collina, e la zona litoranea, che rappresenta il polo centrale delle attività commerciali e culturali del luogo. Le arterie principali della città sono il lungomare ed il corso centrale, ricchi di negozi, di caffè e di locali notturni. Vicino al porto, tra le tante strutture presenti, è situata la chiesa di Cristo Re, il cui particolare campanile funge anche da faro per le imbarcazioni. Basti pensare che in passato Civitanova era infatti divisa in due parti, ed erano presenti due paesi ben distinti, di cui uno si trovava nell'entroterra, mentre l'altro era presente sulla costa adriatica. Tuttavia Civitanova Marche rappresenta una località tutta da vivere, ed i colori sgargianti del centro, affiancati dal meraviglioso colore blu del mare adriatico fanno di questo luogo una vera meraviglia. I giardini molto custoditi, i tantissimi negozi, la vita notturna e pomeridiana, il lungomare attrezzatissimo, le spiagge sabbiose molto ben curate e pulite, e la pista ciclabile abbastanza comoda, consentono di condurre uno stile di vita ed una villeggiatura estremamente comoda e rilassante al massimo. Inoltre sono assolutamente da non perdere le numerose discoteche che durante la sera si affollano di persone e che animano ancor di più le serate. Sono moltissimi, inoltre, i locali in cui è possibile mangiare tante le specialità marchigiane ad un prezzo contenuto. Insomma parliamo di tanti buoni motivi per capitare in questa regione, in cui arte e natura costituiscono due caratteristiche che fanno in modo che questa terra sia una delle più affascinanti in Italia.

Fonte: zingarate.com

 

 

 

 

Lo Sferisterio di Macerata è un teatro all'aperto situato nel centro storico di Macerata.Un'arena semicircolare originariamente destinata al gioco del pallone col bracciale, successivamente riadattata a location per concerti e teatro d'opera, l'unico all'aperto con i palchi, di acustica definita perfetta da cantanti e direttori d'orchestra, e sede di diversi festival culturali.

Lo Sferisterio di Macerata fu edificato, come gran parte dei teatri storici marchigiani del Sette-Ottocento, grazie all'iniziativa di un gruppo di privati benestanti cittadini, i Cento Consorti, con a capo Guarnieri Pacifico e il Gonfaloniere Nicola Ranaldi, che, desiderosi di donare alla città una nuova struttura per il pubblico spettacolo, si autotassarono per finanziarne la realizzazione. Come ricorda l'iscrizione sulla facciata:

«Ad ornamento della città, a diletto pubblico. La generosità di cento consorti edificò. MDCCCXXIX»

Se il sistema di finanziamento fu analogo a quello utilizzato per l'edificazione dei teatri, differente era il genere di spettacolo che la struttura avrebbe ospitato. Nello Sferisterio, infatti, si disputavano competizioni di pallone a bracciale, attività atletica largamente diffusa e considerata principale gioco nazionale italiano in quel periodo, nonché talvolta vi furono esibizioni di tauromachia.

Il 9 maggio 1819 la Congregazione Pallonaria il Circo bandì un concorso di progetto per l'ideazione dell'opera, eleggendo a giudici l'Accademia di belle arti di Bologna e l'Accademia nazionale di San Luca. Lo svolgimento della fase progettuale e quello della realizzazione dell'edificio furono piuttosto travagliati. L'incarico fu affidato in un primo momento all'ingegnere maceratese Salvatore Innocenzi che iniziò i lavori di edificazione nel 1820. Sospesi i lavori per tre anni, nel 1823 si chiamò a completare l'opera, sulla base di un nuovo progetto, il ventottenne architetto Ireneo Aleandri (1795-1885), impegnato nello stesso periodo alla costruzione del Teatro Feronia di San Severino Marche.

Inaugurato nel 1829 con una grande festa, durante 91 anni ospitò eventi sportivi di vario genere e spettacoli circensi. Per i tornei di pallone a bracciale, la squadra locale era molto seguita quindi, nei primi anni del secolo scorso, aggiungendo tribune mobili l'impianto ospitava circa 10.000 tifosi che incitavano gli atleti durante le gare. Difatti qui gareggiarono i migliori pallonisti di più generazioni compreso il celeberrimo Carlo Didimi immortalato da Giacomo Leopardi nella nota ode A un vincitore nel pallone.

Nel 1920, dopo che per un paio d'anni era diventato il campo da gioco pure della locale squadra di calcio, fu oggetto di restauro e sistemazione, che trasformarono l'edificio in struttura adatta ad accogliere rappresentazioni liriche.

Indirizzo: Piazza Mazzini, 10 - 62100 Macerata

Distanza dal nostro hotel: 25 minuti in auto

Fonte: Wikipedia

 

 

 

fermo

 

Se vagherete fra le campagne dell’antico Piceno, attraverserete distese di vigneti, orti e frutteti. E fra un poggio e l’altro, spunterà qualche fortezza, qualche borgo o una torre solitaria. Dei tanti paesi, Fermo è il maggiore, quello con più piazze, strade, musei, teatri e palazzi da vedere.Fermo è collina ma la brezza del mare si fa ancora sentire. In una parola? Irresistibile. Proprio come le nostre dimore nelle Marche.

Piazzale del Girfalco - È il belvedere della città. Per arrivarci, dovrete salire lungo Viale Mazzini, fino alla sommità del Colle Sàbulo. Da lassù vi sembrerà di essere quasi in bilico fra cielo e mare: all’orizzonte spuntano i profili dei Monti Sibillini e l’azzurro dell’Adriatico, lontano una manciata di minuti. Sul poggio domina la mole della Cattedrale, dalla bella facciata in pietra d’Istria.

Teatro dell’Aquila - Appena sotto il Duomo, in Via Mazzini, il Teatro dell’Aquila è il teatro storico di Fermo e fra i più imponenti del Settecento nell’Italia centrale (tel. 0734 284295). L’interno è sontuoso: il soffitto è dipinto a tempera e al centro luccica un grande lampadario a 56 bracci in ferro dorato e foglie lignee. L’acustica è perfetta: non a caso, quella del Teatro dell’Aquila è una delle sale storiche più prestigiose d’Italia.

Piazza del Popolo - La chiudono due file di logge con i portici di cotto. Piazza del Popolo è uno straordinario scenario rinascimentale, tanto da meritarsi il titolo di salotto buono della città. Per arrivarci, potete salire sull’ascensore che da Via XX Settembre arriva a Viale Vittorio Veneto (in funzione 24 ore al giorno). Ogni giovedì di luglio e agosto la piazza ospita il Mercatino dell’artigianato e dell’antiquariato. Ma l’evento clou è la Cavalcata dell’Assunta, ogni 15 agosto: è il Palio più antico d’Italia, la prima edizione risale al 1182.

Palazzo dei Priori - L’edificio maggiore di Piazza del Popolo è il Palazzo dei Priori, sede del Comune, della Pinacoteca Civica, della Biblioteca e della Sala del Mappamondo. Fra i tanti capolavori che potrete vedere nella Pinacoteca, il più prezioso è l’Adorazione dei pastori di Pietro Paolo Rubens, la sola opera del pittore fiammingo presente nelle Marche (tel. 0734 217140). Il grande mappamondo realizzato dall’abate Amanzio Moroncelli nel 1713 dà il nome alla sala, primo nucleo della Biblioteca Comunale, la più ricca delle Marche e fra le prime dieci d’Italia.

Cisterne Romane - Da Piazza dei Priori scendete lungo Via degli Aceti per arrivare alle Cisterne Romane, un monumentale complesso archeologico per la raccolta dell’acqua piovana conservato alla perfezione e aperto al pubblico (tel. 0734 217140). La loro costruzione, assai ardita per l’epoca, risale attorno al 40 d.C. L’area archeologica è una delle più grandi d’Europa: si estende sottoterra, su una superficie di circa 2.200 metri quadrati.

Distanza dal nostro hotel: 25 minuti in auto

Fonte: dimoredepoca.it

 

 

 

Le Grotte di Frasassi sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano nel territorio del comune di Genga, in provincia di Ancona. Il complesso delle grotte ricade all'interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.

Il complesso è formato da una enorme serie di ambienti sotterranei di cui il primo, visitabile con facilità dal pubblico è l'Abisso Ancona, una enorme cavità che ha un'estensione di 180 x 120 m ed un'altezza di 200 m; è talmente ampia (oltre 2 milioni di m3 di volume) che al suo interno potrebbe essere contenuto senza problemi il Duomo di Milano. Dal 1972 è sotto la tutela del Consorzio Frasassi, costituito dal comune di Genga e dalla provincia di Ancona, con l'obiettivo di salvaguardarne e valorizzarne la fruibilità scientifica e turistica.Dal 1º settembre 1974 parte delle grotte è aperta al pubblico, divenendo nel tempo una delle maggiori attrazioni turistiche delle Marche; si è stimato che da allora oltre 12 milioni di persone le abbiano visitate. Il 12 settembre 2017 il Consiglio Regionale delle Marche ha approvato la mozione che sostiene la candidatura delle Grotte di Frasassi per la loro iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale dell’UNESCO. La mozione è stata approvata all’unanimità.

All'interno delle cavità carsiche si possono ammirare delle sculture naturali, formatesi ad opera di stratificazioni calcaree nel corso di 190 milioni di anni grazie all'opera dell'acqua e della roccia. L'acqua, veicolando il biossido di carbonio nelle rocce calcaree, crea un processo chimico che dà origine all'idrogenocarbonato di calcio, un sale che esiste solamente in soluzione [H2O+CO2+CaCO3 = Ca(HCO3)]. Tale fenomeno determina il trasferimento di piccole quantità di carbonato di calcio da un posto all'altro e, nel corso di uno stillicidio che dura millenni, finisce per formare delle concrezioni di notevoli dimensioni e di forme completamente casuali e a volte anche curiose. Le concrezioni si dividono in stalagmiti (colonne che crescono progredendo dal basso verso l'alto) e stalattiti (che invece scendono dal soffitto delle cavità).

Indirizzo: Localita' Gola di Frasassi, 60040 Genga AN

Fonte: wikipedia

Il piccolo tempio di Valadier è una gemma unica nel suo genere, incastonato in uno scenario naturale incredibile. Situato nelle Marche, precisamente nel comune di Genga, questo luogo sacro si trova all’interno di una grotta – come altre chiese nelle rocce in Italia – che unisce spiritualità, fiaba e avventura.  Il tempio si trova nel comune di Genga, all’interno del Parco Naturale Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Non distante dalle più famose Grotte di Frasassi e dall’affascinante Abbazia di San Vittore alle Chiuse. Generalmente, se non in casi straordinari, il tempio come del resto il santuario, sono visitabili e aperti tutto l’anno. Sempre accessibili a tutte le ore del giorno. Il tempio di Valadier è uno di quei luoghi capace di regalare a chi lo visita uno scenario ascetico e spirituale che allo stesso tempo sa di avventura e scoperta. Immerso nella natura selvaggia del parco naturale di Gola Rossa e Frasassi, questo piccolo gioiello si trova all’interno di una cava utilizzata un tempo, come rifugio degli abitanti della zona in caso di invasioni o guerre.

Indirizzo: Coordinate GPS – Latitudine: 43.4028404 Longitudine: 12.9543373

fonte: periodicodaily

Distanza dal nostro hotel: 1 ora e 20 minuti in auto

 

 

 

Torre di Palme ha origine remota nell'antica città picena di Palma, fondata nel VI secolo a.C. e ricaduta nell'orbita romana con la conquista della regione nel 268 a.C.Il capoluogo dell'Ager Palmensis fu centro di grande importanza strategica marittima, ma anche famoso in tutto l'impero per la produzione del vino. Fu anche a causa di tale rilievo portuale che i Romani istituirono la colonia fermana, onerandola del controllo del commercio nella zona.Nell'Alto Medioevo il Palmense continuò a soggiacere al controllo fermano ma, sfiancata da incursioni piratesche, Palma venne ridotta a un cumulo di rovine, e gli abitanti trovarono scampo sull'adiacente colle ov'era situata la torre d'avvistamento (Turris Palmae), al seguito dei monaci eremitani che per primi vi si stabilirono nei secoli XI e XII.Fu a Torre di Palme che il 28 novembre 1798 l'esercito francese respinse l'invasione del dipartimento del Tronto (Repubblica Romana) da parte dei più numerosi, ma mal organizzati soldati borbonici.Già comune autonomo, Torre di Palme fu aggregata al comune di Fermo nel 1877. Nel 2004, con il capoluogo, è entrata a far parte della provincia di Fermo, operativa a far data dalle elezioni amministrative del 2009.

Il vicino Bosco del Cugnòlo è un'Area Floristica Protetta, esempio di Macchia mediterranea. Lo si può visitare con un sentiero ad anello di circa 2 km che lo attraversa integralmente. Vi si trova anche la Grotta degli Amanti, teatro della vicenda dei due giovani, Antonio e Laurina, che nel 1911 scelsero la morte nel vicino fosso di san Filippo.naugurato il 15 aprile 2019[1], il Museo archeologico di Torre di Palme ospita alcuni tra i reperti piceni più importanti scavati in contrada Cugnolo tra il 2016 ed il 2017[2]. Le tombe furono individuate alla base della collina, nel tratto di contrada Cugnolo fra la località Fonti di Palme e la costa. Una necropoli era invece ai piedi di un alto costone. La necropoli più grande si trovava su fondovalle pianeggiante, delimitata e in parte coperta dalla strada provinciale e da terrazzamenti. Qui sono state scavate venti tombe del VI sec. a. C. ed una sepoltura più antica, dell'età del Bronzo. Il museo è allestito nel palazzetto di Piazzale della Rocca, proprio all'ingresso pedonale del borgo.

Torre di Palme è inoltre una delle dieci contrade della città marchigiana di Fermo.Fa parte delle 4 contrade foranee. La contrada rappresenta la gente di mare e infatti nelle rievocazioni storiche sfilano portando una barca. È la contrada logisticamente più lontana ma anche la più antica di Fermo.

Distanza dal nostro hotel: 20 minuti in auto

Fonte: Wikipedia

 

 

 

Recanati si erge sui famosi Colli dell'Infinito della Riviera del Conero.La città è famosa per aver dato i natali all'illustre Poeta Giacomo Leopardi e al celeberrino tenore Beniamino Gigli.

Sui famosi colli dell’infinito della Riviera del Conero, si erge Recanati, celebre per aver dato i natali al Poeta e Filosofo Giacomo Leopardi, illustre rappresentante della Poesia Italiana, la dimora dove nacque e seguì i molteplici studi è divenuta casa museo ed è situata nello splendido centro storico.
Leggi di più. Recanati vide nascere anche il celebre tenore e attore italiano Beniamino Gigli, definito uno dei maggiori cantanti del XX secolo, famoso in tutto il mondo, a lui dedicato il Civico Museo Beniamino Gigli all’interno della Sala dei Trenta tra le particolarità presenta la ricostruzione del suo camerino e la realizzazione di un piccolo spazio teatrale dove sono presenti delle gigantografie del tenore immortalato durante le esibizioni più famose.

La città di Recanati, durante l’anno, ospita numerosi eventi di rilevanza nazionale come le molteplici mostre, festival musicali tra cui il famoso Lunaria ed il Teatro Persiani offre una ricca stagione teatrale.
Cosa vedere e fareTra i luoghi e gli edifici più importanti da vedere a Recanati troviamo la grande Piazza Giacomo Leopardi in cui svetta l’antica Torre del Borgo, diventata museo, e Piazza Sabato del Villaggio antistante Casa Leopardi, dove visse e studiò il poeta, adibita anch’essa a museo.

Chi si trova a Recanati dovrà assolutamente visitare il Colle dell'Infinito e il suggestivo percorso che conduce nel luogo dove Leopardi scrisse la celeberrima poesia “L’Infinito”. Nell’esatto punto dove lo scrittore si adagiava per ideare i famosi versi è possibile ammirar e un vasto panorama collinare e pianeggiante sulla regione Marche, a perdita d’occhio e veramente senza fine.

Molti altri luoghi importanti sono facilmente raggiungibili a piedi. Percorrendo il caratteristico corso nel centro storico troverete numerosi punti in cui mangiare e bere qualcosa, per ristorarsi durante il vostro viaggio.

 

Distanza dal nostro hotel: 30 minuti in auto

Fonte: rivieradelconero.info

 

goladelfurlo

 

Nel cuore delle Marche c'è un posto dove la natura fa spettacolo e dove l'incessante scorrere del fiume ha creato una meraviglia di rara bellezza che devi assolutamente visitare: la Gola del Furlo, un vero e proprio canyon che potrete scoprire a piedi grazie ai numerosi percorsi e trekking che lo attraversano.

La Gola del Furlo è una formazione antichissima nata per effetto dell'erosione del fiume Candigliano che scorre tra il Monte Pietralata (888 metri) e il monte Paganuccio (976 metri): il risultato è la creazione di una vera meraviglia della Natura. La Gola del Furlo si trova lungo l'antico ed originale tracciato della Via Flaminia nel tratto in cui costeggia il fiume Candigliano, tra i Comuni di Fermignano ed Acqualagna della provincia di Pesaro-Urbino. Furono gli etruschi ad attraversare per primi la Gola del Furlo, poi fu la volta dei Romani che realizzarono l'antica via Flaminia, oltre ad una grande galleria che fu fatta realizzare dall’imperatore Vespasiano tra il 76 e il 77 d.C è che è ancora in funzione.

In questa Vallata naturale le enormi pareti rocciose si alzano per centinaia di metri tra le acque limpide e verdi del lago. La gola nel corso della storia ha raggiunto una profondità notevole che si è drasticamente ridotta a causa di una diga costruita nel 1922, che ha trasformato l'impetuoso corso d'acqua in un bellissimo lago.Nel 2001 è stata istituita la Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo, per salvaguardare il territorio che si estende per 3.907 ettari di boschi e cime incontaminate e comprende parte delle comunità montane dell’Alto e Medio Metauro, di Catria e Nerone e del Metauro, e i comuni di Acqualagna, Cagli, Fermignano, Fossombrone e Urbino.

Cosa Vedere

Abbazia di San Vicenzo di Petra Pertusa
Santuario del Pelingo
Grotta del Grano
Galleria Grande
Galleria Piccola
Profilo Mussolini
Chiavicotto
Castello di Pietralata
Marmitte dei Giganti


Trekking

Il miglior modo per andare alla scoperta della Gola del Furlo è a piedi. La Riserva della Gola del Furlo propone itinerari e passeggiate tra le pareti della Gola del Furlo dove ammirare la natura spettacolare e le numerose specie animali che abitano questo angolo di paradiso.

Distanza dal nostro hotel: 1 ora 15 minuti in auto

Fonte: zingarate.com

 

 

2sorelle

 

La spiaggia delle Due Sorelle a Sirolo è una delle più belle calette della Riviera del Conero. Ecco gli itinerari consigliati per raggiungerla.

Il desiderio di chi va in vacanza nelle Marche o fa una gita a Numana è sempre e solo uno: scoprire come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle. Se lo chiedono in tanti quando vedono le foto di questo paradiso. La risposta è molto semplice. L’unico modo per raggiungere le Due Sorelle a Sirolo è via mare. Ed è proprio il fatto di non potere arrivarci a piedi è la sua fortuna.

Due scogli gemelli affacciati sulle acque limpide che accarezzano la Riviera del Conero. E nessuna possibilità di raggiungere via terra la spiaggia racchiusa nel Parco del Conero. Per chi va in vacanza nella Marche, la spiaggia le Due Sorelle, simbolo di Sirolo, resta comunque una meta incontaminata e meravigliosa da vedere a tutti i costi.

 

Distanza dal nostro hotel: 40 minuti in auto

Fonte: siviaggia.it

 

 

lamerosse

 

Le Lame Rosse di Fiastra è uno dei luoghi più conosciuti e affascinanti dei Monti Sibillini e non solo. Sono formazioni a forma di pinnacoli e torri costituite da ghiaia tenuta insieme da argilla e limi, formatesi grazie all'erosione di agenti atmosfericiL'itinerario, andata e ritorno sullo stesso sentiero, è lungo 7 chilometri e il dislivello è di 200 metri, quindi adatto alla maggior parte delle persone e si cammina dapprima su una strada sterrata e successivamente quasi sempre all'ombra all'interno di una lecceta, dove la strada diventa un piacevole sentiero.

Il tempo di percorrenza andata e ritorno è di 3 ore / 3 ore e mezzo.

Si parte a piedi dalla diga del lago (vedi mappa del punto di partenza https://goo.gl/maps/x6jDbGLc7VB2), lasciando la propria auto qui e proseguendo a piedi sopra la diga, poi si sale e al primo incrocio sulla sterrata si gira a destra proseguendo per altri 30 minuti circa.Oltrepassato un torrente (quasi sempre a secco) si procede diritti e poco dopo ad un bivio si sale a sinistra (non scendere a destra) dove inizia una ripida ma brevissima salita, dopodichè il sentiero procede sempre in salita ma molto tranquillamente nel bosco. Dopo un'altra mezz'ora / tre quarti circa si incontra una piccola valle, con fondo di ghiaia. Risalendo questa per circa 15 minuti (il tratto è un po' faticoso, ma ne vale la pena!) si giunge alle Lame Rosse.

Distanza dal nostro hotel: 1 ora in auto

Fonte: lagodifiastra.it

 

 

 

 ascoli

 

La chiamano la città del travertino in virtù del suo elegante centro storico quasi interamente costruito con questa bianca pietra calcarea ed anche la città delle cento torri, di eredità medievale, ma la verità è che al di fuori delle Marche Ascoli Piceno è nota solo per essere il suo capoluogo e per il suo piatto principe, le olive ascolane. La sua storia, il patrimonio romanico e le altre sue bellezze architettoniche sono sconosciute ai più ed è un vero peccato.
Sapete ad esempio che qui si trova una delle piazze più belle d'Italia?

PIAZZA DEL POPOLO - Punto fermo e/o di partenza di qualsiasi visita ad Ascoli Piceno è il "Salotto d'Italia", piazza del Popolo! Sebbene questo grande spazio fosse utilizzato probabilmente fin dai tempi dei Romani come mercato pubblico e alcune delle sue costruzioni più rappresentative, tra cui il Palazzo dei Capitani del Popolo sia di epoca medievale, la piazza non può che definirsi rinascimentale: il suo aspetto attuale è stato modellato nel XVI secolo e mantiene tuttora un'armonia e un fascino che davvero hanno pochi eguali, sia di giorno che di notte, quando sotto le volte a mattoni dei loggiati, sorrette da una selva di colonne di travertino, si illuminano i locali della movida ascolana. Proprio dove un tempo si trovavano le botteghe medievali.

Il Duomo di Ascoli Piceno, dedicato al patrono Sant'Emidio, si trova sul lato corto di Piazza d'Arringo, tra il Battistero e il Palazzo dell'Arengo. Laddove un tempo sorgeva un edificio romano, tra l'XI e il XVI secolo è stata costruita una chiesa. Per realizzare la facciata fu chiamato un certo Cola dell'Amatrice. Nei sotterranei, dopo aver attraversato un piccolo dedalo di colonne si raggiunge un sarcofago romano all'interno del quale sono conservate le reliquie del santo e dei suoi discepoli. Il gruppo scultoreo con la statua in marmo di Giosafatti che rappresenta il battesimo di Polisia (1704) è collocato al centro, circondato da mosaici del XX secolo.

In piazza Arringo ma dalla parte opposta rispetto al Duomo si trova uno dei punti di vendita di olive fritte all'ascolana più noti della città: si tratta di Migliori, una bottega di gastronomia che davanti alla porta d'ingresso ha un chiosco fisso che vende olive ascolane e altri "fritti" come la bombetta ripiena con l'ascolana e i cremini in cartocci da passeggio.

 

Distanza dal nostro hotel: 1 ora in auto

Fonte: girovagate.com

DICONO DI NOI

Newsletter

EVENTI & NEWS | resta aggiornato sulle nostre novità

 

2019 RECOGNITION OF EXCELLENCE HotelsCombined
9.1 Rated by Guests